Intervista a Bruno De Simone – Un Maestro del Buffo – L’Opera Settembre 2019

Bruno De Simone può considerarsi un maestro nel repertorio comico rossiniano, che ha affrontato su tutti i palcoscenici del mondo imponendosi per il gusto sorvegliato e per una presa di coscienza assoluta del dettato interpretativo, sempre nel segno di una concezione modernamente rifinita dei ruoli fino ad oggi affrontati sulla scena. All’ Opéra Royal de […]

Bruno De Simone può considerarsi un maestro nel repertorio comico rossiniano, che ha affrontato su tutti i palcoscenici del mondo imponendosi per il gusto sorvegliato e per una presa di coscienza assoluta del dettato interpretativo, sempre nel segno di una concezione modernamente rifinita dei ruoli fino ad oggi affrontati sulla scena.
All’ Opéra Royal de Wallonie-Liège sarà ancora una volta Don Magnifico in La Cenerentola, uno dei tanti personaggi buffi in cui è punto di riferimento.



Il buffo è un ruolo fondamentale all’interno della produzione di Rossini.



Alla luce della sua esperienza, può tracciare per i nostri lettori un identikit di questo ruolo vocale. “Direi che quello del “buffo” è il ruolo centrale delle composizioni rossiniane, attorno al quàle ruota tutta la vicenda; è anche quello che stabilisce la pertinenza stHistica della narrazione musicale e teatrale arrivando ad un limite molto delicato che non dovrebbe mai essere superato. La sua rilevanza è confermata dal fotto che se alla fme non si redimesse, l’opera non potrebbe avere finale lieto: immaginiamo … “dramma” ma senza il “buffo””.



Sulla scorta dell’identikit che lei ci ha fornito, come questo ruolo viene speso da Rossini nelle sue opere? “Possiamo dire che con Rossini il “buffo” assurge ad interprete a tutto tondo, lasciando la maschera che era solito avere nella commedia dell’arte. l ruoli che Rossini gli ha dedicato sono di gronde complessità e difficoltà vocale: pensiamo solo a Don Magniftco che ha ben tre arie da cantare”.



Chi è Don Magnifico? “È il prototipo del piccolo borghese provinciale che vanta natali illustri e nobiliari per colmare le sue lacune – finanziarie: è ammalato di arrivismo sociale e vede nel principe Ramiro, teorico pretendente delle sue figlie, lo strumento per poter riscattare il suo “status””.



All’interno della mappa che lei ci ha tracciato, che cosa contraddistingue Don Magnifico da Dandini sia in termini di carattere che di vocalità? “Sono tutti e due “buffi”, ma con caratteristiche molto diverse: Dandini si spinge più sul versante baritonale ed abbisogna di un canto di agilità molto disinvolto.



Solitamente la sua voce è più leggera di quella di Don Magnifico anche per una questione di presenza orchestrale ben più possente quando quest’ultimo interviene”.


Intervista Opera settembre 2019 BDS